L’intelligenza artificiale e gli scacchi

Secondo stime, il numero delle mosse possibili in una partita di scacchi è superiore al numero degli atomi presenti nell’universo osservabile. Per l’esattezza Il numero di mosse teoriche sulla scacchiera è 10123 mentre secondo stime il numero di atomi contenuti nell’universo che conosciamo è intorno alla 1081. Un motivo questo per cui l’uomo, una volta programmato un computer con le 10123 mosse possibili non è più in grado di batterlo. Ma il fine ultimo degli scacchi nel corso della sua storia non è mai stato quello di battere la macchina bensì quello di misurarsi con i suoi simili cosicché da migliorare – divertendosi – la propria forza di gioco e conseguentemente allenare e progredire le sue capacità cognitive.

“Ha senso studiare gli scacchi, visto che ormai i computer giocano a scacchi meglio degli uomini?” Appropriata la risposta di Francesco Cassese (tecnico informatico) letta sul web: “Il fatto che i computer giochino meglio è irrilevante. Sarebbe come dire che le gare in bicicletta non sono più interessanti perché con la moto si va più forte”.

In fondo anche Lasker sosteneva che il punto di una partita a scacchi non è giocare in modo perfetto, ma giocare meglio dell’avversario (umano).

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